L’integrazione al trattamento minimo è una prestazione economica riconosciuta a chi ha una pensione molto bassa, al di sotto del cosiddetto minimo vitale, pari nel 2025 a 603,40 euro mensili.
Ai sensi dell’art.6 della Legge n. 683 del 1983 la pensione minima, è l’importo minimo che deve essere riconosciuto al pensionato.
La pensione minima è una vera e propria integrazione sulla pensione di chi riceve degli importi pensionistici mensili inferiori rispetto ai limiti fissati per legge. Naturalmente per godere di questa integrazione fino ad arrivare a quello che può essere anche definito trattamento minimo, occorre rispettare anche una predeterminata condizione reddituale, si parla di reddito personale o di reddito coniugale sempre del pensionato. Infatti se il reddito personale del pensionato è superiore al doppio del trattamento minimo annuo l’integrazione non spetta. Come non spetta se il reddito coniugale è superiore a 4 volte il trattamento minimo.
Per il calcolo della prestazione, per la sua determinazione bisogna fare una operazione matematica di sottrazione del reddito annuo alla pensione minima annua stabilita annualmente dall’Inps, poi dividere il tutto per 13 quante sono le mensilità delle pensioni.
Si considerano tutti i redditi utili ai fini IRPEF che vanno considerati nel momento in cui si fa questo calcolo.
Sono esclusi:
Contattaci se hai necessità di ulteriori chiarimenti o informazioni sulla tematica di tuo interesse.